Mi chiamarono Sconsolata, di Annamaria Barbera

Quando ho nata mi chiamò Consolata. Poi vivento la vita mi cambiò. Oggi che sono una donna, una precisa femmina del Bronks torinese, con gli occhi di una donna, vedo la realtà come che la vedevo quando ero piccola. Solo che da piccola non la capivo e me ne fottio; adesso invece un bo' lò capita, ma è lei ke se ne fotte di me. Vengo da giù, anghe se è tandi anni che sto a Torino e ormai ho pesso combletamende l'accendo, anzi sempro quasi snop... Torino non è una brutta città no, devo dire anzi, è una bella città per detenuti, mi sempra. Ài mai preso il pullm alle 6 del mattino per andare a lavorare? Peggio di Altrakaz! Un griggiore unico, un tono su tono; l'aspetto più di colore sono gli uomini di colore, che dopo un bo' di Torino, anghe loro si opachizzano. Tò detto tutto. Meno male ci sono, almeno fra di noi stranieri ci facciamo combagnia. Quando non mi vedete a Zelic, ciò un lavoro grazie a Dio che fa schifo, ma celò, spartaim, ma però ciò una bellissima casa in... mente, perché momendaneamente da cicca venticingue anni, sto in una camera ipebbarica mi sempra. 'U matrimonio non mi posso lamendare, almeno fino adesso facendo le corna... La salute ringraziando il Cielo, l'aidiesse angora non me lò preso, anghe perche "seloconosciloeviti", e io vado solo con quelli che non conosco. Perciò… Per il resto va bene.

Spazio per i link